Le Camere del Seminario

IL SEMINARIO VESCOVILE

Il Seminario Vescovile di Alba fu fondato nel 1567 dal Vescovo Leonardo Marino (1566-1572). Il fabbricato originale era attiguo all’episcopio come afferma Mons. Brizio Paolo il quale ha redatto nel 1658 il primo regolamento del Seminario per il rinnovo della vita dei chierici con un richiamo forte allo studio, alla spiritualità e ad una vita integra.

Con Mons. Vasco, carmelitano, (1727/1750) il Seminario viene ampliato per accogliere oltre 100 chierici.

Sarà Mons. Virgilio Natta (1750/1768), poi cardinale, ad aggiungere una nuova costruzione al Seminario: le camere dei chierici, un grande refettorio e un salone centrale.

Con il Vescovo Mons. Giuseppe Maria Langasco (1778) si portò a termine il grandioso edificio.

All’inizio 1800 il Seminario conosce un periodo di grave decadimento: infatti, è saccheggiato e danneggiato. La Diocesi di Alba è soppressa e i beni del Seminario sono alienati nel 1801.


Infatti, il Seminario viene adibito ad alloggio di truppe militari francesi che lo saccheggiano. A Napoleone verrà inviata una petizione per la sua riapertura che avverrà nel 1818. Il restauro partirà nel 1819 .

Le Camere del Seminario(1) Le Camere del Seminario(2) Le Camere del Seminario(3)

Dalla seconda metà dell'Ottocento, il nucleo antico della città è interessato da una serie di progetti che tendono a configurare la capitale delle Langhe come moderno centro urbano. Innanzitutto, la priorità è attribuita ad interventi di allineamento e regolarizzazione delle vie centrali e delle piazze, come passo necessario per il raggiungimento di quel decoro urbano che era stato auspicato da oltre venti anni. Uno dei primi e significativi interventi, che si collocano in questo contesto, riguarda l'area occupata dal Seminario. Nel 1844 l’arch. Busca, laureato appena da tre anni, ma già tenuto in gran considerazione in virtù dei suoi studi accademici e per i contatti che aveva con l'ambiente torinese, subentra all'ingegner Vandero nel progetto di ampliamento del Seminario Vescovile, per il quale era stata prevista la costruzione di un nuovo fabbricato prospiciente la piazzetta. 
Il progetto di Busca, che prevede la demolizione di alcune parti secondarie dell'edificio seminariale preesistente, è costituito da una nuova manica ortogonale a quella esistente porticata, arretrata rispetto alla piazzetta. Essa verrà in realtà realizzata un po' più avanzata e costituirà un adeguato sfondo alla successiva piazza del Teatro, al tempo ancora occupata da vecchie costruzioni, di proprietà del Seminario, che verranno cedute nel 1857 al Comune ed in seguito demolite, lasciando così libero il prospetto del nuovo fabbricato. Il sobrio edificio su tre piani progettato da Busca viene definito nella sua mole dalle bugne angolari e dal cornicione a mensola. Inoltre, esso presenta un ingresso messo in evidenza dalla presenza di quattro lesene e sormontato da una balaustrata. L'alternanza di finestre architravate e ad arco rafforza il ruolo dell'ingresso come punto focale della composizione.

Il completamento della facciata sarà effettuato nel 1851; alla fine degli anni Settanta dell'Ottocento risale l'ulteriore ampliamento realizzato con la costruzione della manica interna.
Questo progetto giovanile contribuirà ad accrescere la considerazione professionale del giovane architetto albese, il quale contribuirà in maniera fondamentale alla costruzione della città nell'Ottocento.


CONTATTI

La casa di ospitalità religiosa "Il Seminario" è situata in piazza Vittorio Veneto, 1. Nel cuore del centro storico cittadino, a 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, raggiungibile in auto.

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